Faq2019-06-27T09:06:57+02:00

Domande frequenti

Consigli post trattamento2019-06-24T15:01:27+02:00

Per circa due ore evita:

  • Cibi e bevande colorate come caffè, te verde, vino rosso, curcuma, liquirizia;
  • É preferibile ridurre il consumo di sigarette, sigari, pipe il giorno dello sbiancamento;
  • Mantieni sempre una corretta igiene orale per ridurre la formazione di placca e tartaro;
  • Per un risultato più duraturo è consigliabile effettuare il trattamento Express dopo tre settimane dal trattamento Standard.
Quanto dura l’effetto?2019-06-30T17:01:55+02:00

Per ottenere il risultato è sufficiente una sola seduta, tuttavia, si consigliano più sedute in quanto il trattamento permette di ottenere un miglioramento fino a nove sfumature; grazie alla tabella professionale con la scala dei colori, si può constatare la differenza tra la sfumatura di partenza e quella ottenuta dopo il trattamento.

Lo sbiancamento dei denti riporta lo smalto al suo colore originale, qualsiasi gradazione di bianco sia, ma non può fare miracoli. I fumatori devono essere consapevoli che i loro risultati sono limitati, in quanto la nicotina penetra all’interno dello smalto e non può essere completamente rimossa. Il grado di sbiancamento ottenibile dal trattamento varia da persona a persona in base alla propria struttura dei denti e dipende ovviamente dal punto di partenza; il risultato, invece, è duraturo ma non permanente, in quanto, dipende dallo stile di vita, soprattutto alimentare, oltre che dall’età.

Il nostro trattamento non ha alcun vincolo sul numero di sedute effettuabili, poiché, il cliente, può sottoporsi al trattamento tutte le volte che vuole, senza effetti collaterali e controindicazioni. Così come una pelle vellutata si idrata tutti i giorni, anche lo sbiancamento dei denti si può rinnovare ogni mese per ottenere un effetto più luminoso e a seconda delle proprie necessità: un colloquio di lavoro, un appuntamento, un matrimonio o altre cerimonie speciali, etc.

Se fumo o bevo molti caffè è efficace2019-06-24T15:01:27+02:00

Sicuramente si percepisce il risultato più bianco, ma può dipendere comunque dal numero giornaliero di sigarette o caffè.

Che cosa determina la colorazione dei denti?2019-06-24T15:01:27+02:00

Il naturale colore del dente non dipende dallo strato di smalto esterno bensì dalla dentina, ovvero lo strato più interno, che dall’adolescenza in poi tende ad ispessirsi e a cambiare leggermente tonalità. Il bianco naturale comprende infatti sfumature giallognole più o meno accentuate che dipendono dalla presenza di una serie di macchie che si possono depositare sullo smalto intaccando la dentina.

Capita con il passare del tempo, nel caso di otturazioni metallichein amalgama, e soprattutto se non c’è una corretta e costante igiene. In questo caso, lo smalto tende a colorarsi assorbendo i pigmenti da cibi e bavande. Lo smalto infatti, non possiede un colore proprio, è traslucido in quanto formato da cristalli di idrossiapatite, pertanto dallo strato superficiale traspare il colore della dentina sottostante. Il suo spessore inoltre, nel corso degli anni tende a ridursi per usura, mentre la sua superficie tende a diventare più liscia. E’ naturale quindi assistere nel corso della vita ad un graduale ingiallimento dei denti. Alcuni denti poi, come i canini, hanno una colorazione, manifestamente, più intensa degli altri.

Cause e prevenzione dei denti gialli:

Come sappiamo, il fumo, l’avanzamento dell’età, le cure farmacologiche (soprattutto antibiotiche) e la somministrazione di particolari alimenti o bevande, come caffè, tè, liquirizia e coloranti artificiali possono rovinare la cromia del dente, originando piccole ed antiestetiche macchie iperpigmentate (nere, gialle, rosse). Considerato  quanto precede, è buona regola ponderare il consumo di questi alimenti. L’abitudine tabagica, invece, è un vizio che dovrebbe essere eliminato. Gli accaniti fumatori, così come gli amanti del tabacco da masticare, si trovano a fare i conti con la dentatura tipicamente giallastra; pertanto, si consiglia di ridurre al minimo il numero di sigarette nell’arco della giornata o, ancor meglio, smettere di fumare.

Per la prevenzione dei denti gialli, si raccomanda un’accurata igiene dentale quotidiana (utilizzare spazzolino a setole morbide e dentifricio almeno tre volte al giorno, e fil interdentale una volta al giorno) e non abusare di colluttori disinfettanti. È proprio in queste circostanze che l’utilizzo del laser costituisce uno dei numerosi metodi indicati per sbiancare i denti, donando a loro colore e lucentezza ed è per lo più indicato per migliorare l’aspetto.

Ogni quanto va rifatto il trattamento?2019-06-27T12:29:55+02:00

Anche una volta al mese, ma dipende dalle abitudini individuali. Ad esempio, fumo, assunzioni di alimenti colorati com liquirizia o bevande quali caffè, vino rosso, etc.

Può essere dannoso per i miei denti?2019-06-24T15:01:27+02:00

Tutti i nostri prodotti sono forniti di tracciabilità, ed inoltre, il nostro gel, non compromette in alcuna misura la salute dei denti, delle gengive, della mucosa, del cavo orale, e garantisce un risultato assicurato già dalla prima seduta con gradi che variano dalle 2 alle 9 tonalità, e nei giorni successivi, l’estetica del sorriso migliora ulteriormente.

Chi non può farlo?2019-06-24T15:01:27+02:00

Importante sottolineare che, agisce solo sui denti naturali, non agisce su corone protesiche, otturazioni o qualsiasi altro materiale da restauro presente nel cavo orale. Dopo il trattamento sbiancante, eventuali corone protesiche od otturazioni potranno essere maggiormente visibili in quanto non più adeguate al nuovo colore raggiunto dai denti naturali. In tal caso potranno essere sostituite con altre dello stesso colore dei denti sbiancati, al fine di rendere omogeneo il colore dei materiali compositi utilizzati con il reale colore dello smalto dentale.

Detto ciò, secondo le normative vigenti, al trattamento non possono sottoporsi:

  •  i bambini ed adolescenti di età inferiore ai 18 anni, poiché la camera pulpare, segue il processo di crescita dentale fino a quell’età. Lo sbiancamento dei denti in soggetti under 18 potrebbe irritare la polpa o causare iper-sensibilità grave;
  • le donne in gravidanza o in allattamento, considerato che le sostanze utilizzate, seppur ben tollerate da soggetti adulti, potrebbero essere nocive al feto o passare nel latte materno;
  • persone affette patologie croniche gravi, in quanto le tossine prodotte dagli agenti ossidanti potrebbero aggravare le patologia in atto;
  • chi fa un eccessivo consumo di alcool, il quale disidrata i tessuti e perciò lo sbiancamento può facilmente condurre a pulpiti (infiammazione della polpa);
  • soggetti intolleranti all’agente sbiancante (perossido di idrogeno), poiché potrebbero subire reazioni allergiche o intolleranze noti;
  • individui affetti da alcune patologie gengivali o con denti con lo smalto difettoso, dato che in casi di fessurazioni e/o cavità nella sostanza dentale, anche dovute ad otturazioni imperfette, devono essere trattate prima di sottoporsi al trattamento, in quanto le sostanze sbiancanti utilizzate possono penetrare all’interno del dente e quindi causare iper-sensibilità.
Il trattamento è doloroso?2019-06-24T15:01:27+02:00

Lo sbiancamento dentale è un trattamento “cosmetico” (indolore, rapido, sicuro) che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi. Il prodotto che viene utilizzato a tal fine, ovvero il gel sbiancante, contiene perossido di idrogeno, impiegato in una concentrazione compresa tra lo 0,01% e lo 0,05 % (praticamente inesistente); è una formula innovativa fai da te conforme alla direttiva europea 2011/84/UE del 20 Settembre 2011 e risponde pienamente ai Criteri di Sicurezza del Comitato Scientifico dei Prodotti di Consumazione Europea.

Come funziona?2019-06-24T15:01:27+02:00

Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno (H2O2) nel momento in cui viene posto a contatto con i denti. Lo stesso gel, attivato dalla lampada, rilascia radicali liberi che penetrano attraverso lo smalto dentale e vanno a disgregare, mediante reazioni di ossido-riduzione, le molecole dei pigmenti responsabili di macchie o del loro ingiallimento (discromia), rendendole dunque non più visibili e facendo apparire i denti più bianchi e lucidi.